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1.700 migranti respinti dalla Svizzera in 5 mesi

By | June 16, 2015

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Dipinto di Albert Anker all’asta per 2,3 milioni

Un quadro del pittore e grafico bernese Albert Anker (1831-1910) è stato venduto ieri per 2,325 milioni di franchi ad un’asta a Lucerna della galleria Kuno Fischer.

“Das Bad in Crêt”, proveniente da una collezione privata, è una tela del 1888 dipinta ad olio di 43 centimetri di altezza su 90 di larghezza che mostra una trentina di ragazzi che d’estate fanno il bagno nel Lago di Neuchâtel.

Altri dipinti di Anker erano stati in passato battuti a prezzi ben superiori: 7,5 milioni di franchi per “Turnstunde in Ins” nel 2013 a Zurigo, 7,38 milioni per “Die ältere Schwester” nel 2011 e 3,35 milioni per “Strickende Mädchen” nel 2012. Sui livelli odierni era invece stato venduto “Stillleben mit Kaffee” (2,315 milioni) lo stesso anno a Lucerna.

sda-ats

1.700 migranti respinti dalla Svizzera in 5 mesi

ITALIA / BERNA

 

Oggi è stata la volta di sessanta profughi che erano sul Milano-Ginevra

ROMA / BERNA – Sono stati quasi 1700 nei primi cinque mesi di quest’anno i migranti respinti dalla polizia di confine svizzera alla frontiera tra la Val d’Ossola, in Piemonte, e il canton Vallese.

I respingimenti avvengono quasi ogni giorno. Gli stranieri, in viaggio su uno dei treni internazionali che partono da Milano, vengono controllati e bloccati alla stazione di Briga, oltre il tunnel del Sempione, fatti scendere e rimessi su un convoglio con destinazione Domodossola. Oggi è stata la volta di sessanta profughi che erano sul Milano-Ginevra.

“In precedenza – spiegano al posto di polizia di frontiera di Domodossola, dove da mesi fronteggiano questa situazione – la Svizzera concedeva il transito sino al confine francese di Vallorbe, ma da quando la Francia ha chiuso le frontiere, gli elvetici impediscono anche il semplice passaggio”.

A Domodossola nessuno dei migranti si ferma: riprendono il primo treno per rientrare a Milano e, con ogni probabilità, tentare di passare il confine dal Brennero o altrove.

ats ansa

Bacsinszky nel poker d’assi di Parigi!

Dopo 11 anni un’elvetica in 1/2 in un Grande Slam

VOAL – PARIGI – Non ha avuto cali di tensione Timea Bacsinszky (WTA 24) contro l’avversaria, paradossalmente, più facile e peggio piazzata in classifica con cui si è confrontata in questo splendido Roland Garros. Trovatasi di fronte la belga Alison Van Uytvanck (numero 93 al mondo), dopo aver eliminata la numero 4 del ranking Petra Kvitova, la losannese si è imposta in due set per 6-4 7-5, conquistando per la prima volta in carriera una semifinale di un torneo del Grande Slam. Era dagli Australian Open del 2004 con Patty Schynder che un’elvetica non arrivava a questo stadio di uno dei quattro tornei più importanti del cirucito.

La vodese è partita carica e concentrata, piazzando un parziale di 3-0 con due break nel primo set. L’avversaria ha provato un rientro, rubando il servizio all’elvetica subito nel quarto gioco, ma non è riuscita a completare la rimonta. Nel secondo parziale si è poi rivelato decisivo il break ottenuto nell’11o game, che ha permesso alla Bacsinszky di servire per il match.

Ora per la svizzera c’è la sfida più difficile all’orizzonte, ovvero cercare di superare la giocatrice più forte del globo, Serena Williams, la quale si è sbarazzata dell’italiana Sara Errani (17) con un netto 6-1 6-3. Contro la statunitense la rossocrociata ha giocato (e perso) in due occasioni, reggendo in entrambi i casi soltanto un set: a Roma nel 2010 e nell’ultimo torneo di Indian Wells. sda/ats

LA SVIZZERA ORA È TUTTA PER WAWRINKA – Stan ha dominato Federer nei quarti del Roland Garros

VOAL – PARIGI – Stan Wawrinka (ATP 9) ha dominato il derby rossocrociato dei quarti di finale del Roland Garros contro Roger Federer (2), imponendosi alla fine per 6-4 6-3 7-6 (7/4) in 2h12′. Il romando non ha lasciato scampo al suo connazionale, prendendo sempre in mano gli scambi e costringendo l’amico alla disperata difesa ad oltranza fino alla resa. Per Stanimal si tratta del terzo successo in 19 scontri diretti con King Roger.

Nel primo set il vodese ha fatto parlare tutta la sua potenza con ben 20 vincenti, strappando già al terzo gioco il servizio al renano. Il basilese ha provato a replicare, ma non è riuscito a trasformare almeno una delle quattro palle break avute. Wawrinka è rimasto solido, preciso e costante anche nella seconda frazione (100% di punti raccolti con la prima!), togliendo la battuta a Federer in due occasioni, l’ultima per chiudere la manche.

Nella terza frazione il 17 volte vincitore di Grande Slam si è aggrappato al punteggio, difendendosi dagli attacchi del compagno di Davis, agguantando il tie-break, dove però si è dovuto arrendere alla forza di Wawrinka, che ha rasentato la perfezione in questo incontro. ats

SOLAR IMPULSE 2 ATERRA IN GIAPPONE, SOSTA NON PREVISTA

Solar Impulse 2, l’aereo a energia solare che sta compiendo il giro del mondo, è atterrato alle 16.50 ora svizzera nel buio dell’aeroporto di Nagoya, nel Giappone centrale, in una tappa non prevista dovuta al maltempo.

L’aereo, partito alle 20.39 di sabato (ora svizzera) dalla città di Nanchino, nella Cina orientale, avrebbe dovuto volare per sei giorni consecutivi fino all’arrivo alle Hawaii.

Il velivolo monoposto, con il pilota svizzero André Borschberg in cabina, è stato costretto da un fronte di aria fredda a rinunciare al proseguimento del volo dopo una quarantina di ore e a rimandare la traversata del Pacifico. “I progetti pionieristici richiedono perseveranza. Io e Bertrand Piccard andremo avanti non appena le condizioni lo consentiranno”, ha indicato Borschberg via Twitter.

Piccard, il pilota pure svizzero che insieme a Borschberg si sta alternando nella cabina del Solar Impulse 2 per compiere il viaggio intorno alla Terra senza carburante, si è detto comunque soddisfatto delle performance dell’aereo fino a questo momento. “Nella vita le cose non vanno sempre come vuoi: a volte devi adattarti. Si chiama natura”, ha detto Piccard all’agenzia di stampa francese Afp, sottolineando che il Solar Impulse 2 ha già compiuto il volo più lungo a energia solare, sia per la distanza che per la durata.

Il velivolo avrebbe incontrato un fronte temporalesco nei pressi delle Hawaii. “La situazione meteorologica si è deteriorata. Abbiamo deciso di procedere a un atterraggio intermedio a Nagoya in attesa di condizioni migliori”, aveva indicato l’équipe al suolo di Solar Impulse la scorsa notte (ora svizzera).

“Il nostro aereo non è affatto previsto per condizioni come gelo, pioggia e turbolenze. È un aereo che vola lentamente e che ha bisogno di sole per poter ricaricare le batterie”, ha spiegato Piccard ringraziando “i nostri amici giapponesi che sono stati molto accomodanti per accordarci l’autorizzazione, all’ultimo minuto, di posarci sul loro territorio”.

Il portavoce dell’impresa Solar Impulse Marc Baumgartner ha precisato all’ats che lo scalo forzato in terra nipponica non è affatto legato a un qualsiasi problema di batterie.

La portavoce Elke Neumann dal canto suo ha spiegato all’agenzia statunitense Ap che l’aereo ha bisogno di molto spazio al suolo quando atterra e quindi evita di posarsi quando opera l’aviazione commerciale. Di notte i venti tendono inoltre a essere meno intensi, ha aggiunto.

L’apparecchio nelle scorse ore, date le pessime condizioni nei pressi dell’arcipelago nonché Stato degli Usa, ha dovuto interrompere la progressione e istallarsi in un circuito d’attesa al di sopra del Mar del Giappone.

Solar Impulse 2 è decollato da Nanchino domenica alle 2.39 locali per la tappa più impegnativa del suo periplo attorno alla Terra durante la quale il pilota avrebbe dovuto rimanere ai comandi per sei giorni e sei notti. Borschberg, ex pilota di caccia, era pronto a vivere in una cabina di 3,8 metri cubi, non pressurizzata e quindi esposta a una notevole escursione termica (dai 35 gradi di giorno ai -20 della notte), su un sedile reclinabile per consentire esercizi di stretching e una seduta removibile per accedere ai servizi igienici.

Il pilota si è preparato per mesi praticando yoga ed esercizi specifici, compresi quelli per il sonno polifasico: a bordo gli è consentito riposare solo con una serie di sonnellini non più lunghi di 20 minuti, dopo di che è svegliato dal lampeggiare dei suoi occhiali, mentre dei bracciali vibrano ai cambiamenti d’altitudine.

La partenza da Nanchino, dove l’aereo è rimasto incollato al suolo dal 21 aprile, era stata rinviata a più riprese a causa della meteo sfavorevole.

Finora il velivolo non aveva mai sorvolato un oceano e non era rimasto in aria per più di 24 ore. La traversata del Pacifico, di 8175 chilometri, rappresenta una sfida tecnologica notevole.

sda-ats

AL VIA IMPRESA SOLAR IMPULSE 2 – SEI GIORNI VOLO NON STOP

Un’impresa epica, mai tentata prima: sorvolare il Pacifico senza una goccia di carburante. Il Solar Impulse 2, l’aereo ad energia solare che vuol fare il giro del mondo, è appena partito dalla Cina orientale per la settima e più impegnativa tappa del suo viaggio.

Destinazione le Hawaii, che raggiungerà dopo sei giorni e sei notti di volo no stop percorrendo poco più di 8mila km. A bordo c’è André Borschberg, il pilota che insieme Bertrand Piccard sta portando avanti la missione dimostrare che un futuro verde è possibile.

Borschberg è partito da Nanchino alle 20,40 ora SVIZZERA, consapevole della difficoltà del viaggio. “Sono preparato al peggio. Nessuno l’ha mai fatto prima”, è il pensiero che ha condiviso su Twitter. E ancora: “Devo essere pronto per l’ignoto: non so come l’aereo si comporterà durante così tanti giorni e notti”, ma “non partirei se avessi dubbi”. L’avventura ha il sapore di un sogno che si avvera: “È il viaggio della mia vita. Ero certo che questo momento sarebbe arrivato quando, 12 anni fa, è nata questa idea”.

Costruito dal Politecnico di Losanna, il Solar Impulse 2 è un monoposto in fibra di carbonio dall’apertura alare di 72 metri, più grande di quella di un Boeing 747, ma con un peso di appena 2.300 kg, come un Suv, contro le 180 tonnellate del Jumbo Jet. Per volare sfrutta 17mila celle fotovoltaiche sulle ali, che alimentano 4 motori elettrici e caricano oltre 630 kg di batterie al litio. Con questa dotazione, è il primo velivolo solare al mondo in grado di viaggiare giorno e notte.

Il suo giro intorno alla Terra è iniziato il 9 marzo scorso da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dove punta a far ritorno tra alcuni mesi. Quella appena iniziata è la settima tappa e la più difficile: finora l’aereo ha volato per un massimo di 20 ore consecutive, mentre ora lo attendono sei giorni di cammino. Sei giorni in cui Borschberg, 62enne ex pilota di caccia, sarà da solo – anche se costantemente in contatto radio con il suo team – in una cabina non pressurizzata ed esposta a forti escursioni termiche, dai 35 gradi di giorno ai -20 durante la notte.

Il pilota si è preparato per mesi al tour de force praticando yoga ed esercizi specifici, compresi quelli per il sonno polifasico: a bordo potrà fare una serie di sonnellini non più lunghi di 20 minuti, dopo di che sarà svegliato dal lampeggiare dei suoi occhiali, mentre dei bracciali vibreranno ai cambiamenti d’altitudine. Il sedile dell’aereo è reclinabile per consentire esercizi di stretching, e la seduta è removibile per accedere ai servizi igienici.

sda-ats

Annual Conference on Swiss Cooperation with Eastern Europe 2015

 I Balcani occidentali in mutamento: Comuni forti per uno sviluppo sostenibile Venerdì 29 maggio, 13.30 – 17.15 Biel/Bienne, Palazzo dei Congressi

  • I Paesi dei Balcani occidentali stanno ancora vivendo un periodo di transizione. Caratterizzati da strutture fortemente centralizzate sotto il regime comunista, oggi avanzano verso la democrazia e un’economia di mercato aperta. Sin dall’inizio degli anni ’90 la Svizzera li sostiene in questo processo. Quest’anno, la Conferenza annuale della cooperazione svizzera con l’Europa dell’Est, che si svolgerà a Bienne venerdì 29 maggio, metterà l’accento sulla decentralizzazione e sul consolidamento dei Comuni nei Paesi balcanici. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) lavorano soprattutto per incrementare la trasparenza e l’efficacia del buongoverno locale.
    In Albania, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Macedonia e Serbia, le amministrazioni pubbliche svolgono un ruolo cruciale nell’istituzione di uno Stato moderno e democratico e di un’economia di mercato aperta. Forte della sua esperienza federalista, la Svizzera sostiene, in questi Paesi, vari progetti che promuovono la decentralizzazione, il buongoverno e la partecipazione politica di tutti i gruppi della popolazione. Nei Balcani occidentali, la Svizzera lavora anche per rafforzare la funzione democratica dei parlamenti locali, accompagnando un processo che deve consentire a questi Stati di avanzare verso l’integrazione nelle strutture europee.
    Quest’anno, la Conferenza annuale della cooperazione svizzera con l’Europa dell’Est si concentrerà sui successi e sulle sfide da affrontare nei Balcani occidentali. Queste ultime sono numerose: come sviluppare nella regione forme di decentralizzazione adeguate a ogni singolo Paese? Come permettere un’interazione ottimale tra i Comuni, le regioni e lo Stato centrale?
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    Come incoraggiare la partecipazione politica di tutti i gruppi della popolazione e incrementare l’influenza della società civile? Come organizzare servizi comunali efficaci e affidabili?
    Questi temi saranno trattati da ospiti provenienti da vari Paesi balcanici, che porteranno esempi concreti per illustrare il funzionamento dei servizi comunali in materia di sanità, energia, acqua e gestione dei rifiuti: Teuta Arifi, sindaca di Tetovo, in Macedonia, spiegherà come vede la decentralizzazione e si esprimerà sugli obiettivi che consente di raggiungere; la sindaca del comune kosovaro di Gjakova (Đakovica), Mimoza Kusari-Lila, invece, siederà a colloquio con il sindaco della città di Bienne Erich Fehr; saranno infine presentati al pubblico vari esempi di progetti condotti nel settore dei servizi nella regione. Il programma prevede anche una tavola rotonda incentrata sulle condizioni necessarie per migliorare le interazioni tra il potere centrale e i Comuni, soprattutto aumentando la trasparenza e la capacità di pianificare la spesa pubblica o incoraggiando la popolazione a partecipare attivamente e in modo efficace ai processi politici.
    I rappresentanti dei media sono cordialmente invitati a prendere parte alla Conferenza annuale della cooperazione svizzera con l’Europa dell’Est. Sono pregati di iscriversi all’indirizzo indicato in basso entro le ore 12 di giovedì 28 maggio. Saremo lieti di organizzare, nel limite del possibile, interviste con alcuni esperti.
  • mettre en place des services communaux efficaces et fiables, notamment en matière de santé, d’énergie et de gestion des déchets.
  • Programma

    • 13.30 Introduzione
      Inaugurazione della manifestazione da parte dell’ ambasciatore Manuel Sager, direttore della DSC
    • 14.00 Efficienza e qualità grazie a innovazione e senso di responsabilità
      Presentazione di vari esempi di progetti del settore dei servizi con Alexander Grunauer, Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit GIZ, Serbia, Aida Jusufhodžić, UNA Consulting, Bosnia e Erzegovina, Valbona Karakaçi, Helvetas Swiss Intercooperation, Albania, Nikola Tarbuk, associazione dei Comuni serbi, Iliyana Tsanova, Fondo per lo sviluppo di infrastrutture comunali MIDF e rappresentanti della DSC e della SECO
    • 15.45 Condizioni quadro per una periferia forte: la collaborazionetra Comuni e Governo centrale
      Dibattito con Lewis Hawke, segreteria per spese pubbliche e responsabilità finanziaria PEFA, Mirna Jusić, Centro per la ricerca sociale Analitika, Bosnia e Erzegovina, Mimoza Kusari-Lila, sindaco di Gjakova, Kosovo, Holger Tausch, Ambasciata di Svizzera in Albania
    • 16.45 Kosovo – Svizzera: incontro di due sindaci
      Ritratto di due Comuni e colloquio tra Mimoza Kusari-Lila, sindaco di Gjakova, Kosovo e Erich Fehr, sindaco di Biel/Bienne
    • 17.00 Conclusione della conferenza
      Sguardo retrospettivoe previsioni della segretaria di Stato Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, direttrice della SECO
    • 17.15 Aperitivo
    • Ritratto dei relatori

      Di seguito l’elenco dei partecipanti che interverranno alla Conferenza annuale della cooperazione svizzera con l’Europa dell’Est 2015, prendendo parte a tavole rotonde o tenendo conferenze:

      Dai Balcani occidentali

      © mimozakusari.com
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      Mimoza Kusari-Lila, sindaco di Gjakova, Kosovo
      Mimoza Kusari-Lila è nata nel 1975. Ha svolto i suoi studi presso l’Università di Pristina, dove ha ottenuto un diploma in sistemi di gestione e d’informazione. Ha in seguito conseguito un diploma di master in e-business negli Stati Uniti. Rientrata in Kosovo, ha lavorato per il primo ministro in qualità di portavoce e consulente politica. Dal 2011 al 2013 è stata vice primo ministro del Kosovo e ministro del commercio e dell’industria. Dal 2013 ha assunto la carica di sindaco di Gjakova, diventando così la prima donna sindaco in Kosovo.

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      Iliyana Tsanova, presidente del MIDF, Fondo di sviluppo delle infrastrutture comunali
      Iliyana Tsanova è nata nel 1976. Ha ottenuto un master in finanza presso l’Università di economia nazionale e mondiale a Sofia e ha seguito un corso post-laurea in gestione finanziaria. Dal 2003 al 2014 ha lavorato presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.

      Il MIDF fornisce finanziamenti volti a rendere solvibili le municipalità, i servizi pubblici nonché le aziende del settore privato registrate e attive nei Balcani occidentali, con l’obiettivo di sviluppare nuove infrastrutture, ristrutturare e modernizzare quelle esistenti e migliorarne la gestione. Il MIDF collabora con le banche commerciali locali della regione.

      © PEFA
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      Lewis Hawke, responsabile del Segretariato del PEFA
      Lewis Hawke ha conseguito un diploma di master in commercio, contabilità e gestione presso l’Università nazionale di Australia nel 2007. Dal 2008 al 2013 ha occupato varie posizioni in seno alla Banca mondiale nei settori Asia centrale ed Europa. In tale contesto ha affiancato numerosi governi nel quadro di iniziative per migliorare la gestione delle finanze pubbliche. Ha collaborato con oltre 20 Paesi nel settore pubblico e nell’ambito dello sviluppo internazionale. Lewis Hawke è capo del Segretariato del PEFA (Public Expenditure and Financial Accountability) dal novembre 2014.

      © PEFA
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      Il programma PEFA, lanciato nel 2001, è un partenariato tra sette agenzie donatrici e istituzioni finanziarie internazionali che mira a valutare le spese e la contabilità pubbliche dei Paesi, con lo scopo di organizzare riforme e rafforzare le capacità.

      © linkedin

      Nikola Tarbuk, segretario generale aggiunto della Conferenza permanente delle Città e dei Comuni della Serbia – Associazione delle Città e dei Comuni della Serbia (SCTM)
      Nikola Tarbuk ha conseguito un master in relazioni internazionali nel 2002 presso l’Università di Belgrado. Nel 2006 è stato assunto come capo progetto in seno alla Conferenza. Nel 2008 è stato nominato segretario generale aggiunto.

      La SCTM è un’associazione che raggruppa Città e Comuni della Serbia. Creata nel 1953, si impegna a superare le differenze tra le autorità locali e centrali. Si dedica quindi allo sviluppo e al potenziamento delle capacità dei governi locali per fornire servizi ai cittadini.

      © DLDP
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      Valbona Karakaçi, capoprogetto, Helvetas Swiss Intercooperation
      Valbona Karakaçi ha ottenuto un master in studi europei e conseguito un dottorato in studi culturali. Dal 2011 è a capo del programma di decentralizzazione e di sviluppo locale (DLDP) in Albania. Insegna comunicazione e relazioni pubbliche presso le Università di Shkodra e Tirana. Forte tra l’altro di oltre dieci anni di esperienza in materia di sviluppo e governance, è autrice e coautrice di numerose pubblicazioni sulla governance, come la gestione dei rifiuti o le pratiche d’informazione e di comunicazione dei governi locali.

      Helvetas Swiss Intercooperation è un’organizzazione svizzera di cooperazione allo sviluppo. Nata nel 2011 dalla fusione di Helvetas e Intercooperation, l’organizzazione conta 1000 membri e volontari e 12 gruppi regionali di volontari. A questi vengono ad aggiungersi 1210 collaboratori locali e 67 internazionali in 33 Paesi in Africa, Asia, America del Sud ed Europa dell’Est. I suoi progetti vertono sui seguenti ambiti: acqua e infrastrutture, agricoltura e mercato, ambiente e clima, formazione, democrazia e pace.

      © Analitika
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      Mirna Jusić, ricercatrice presso il Centro di ricerca sociale Analitika, Bosnia e Erzegovina
      Mirna Jusić è titolare di un master in politica pubblica dell’Università europea centrale di Budapest. Ha conseguito anche un secondo diploma di master in affari umanitari e gestione statale. Attualmente è dottoranda del programma politico pubblico e sociale a Praga. È inoltre autrice di numerose ricerche e articoli negli ambiti della governance, dei servizi pubblici, della democrazia locale o dell’impegno civile.

      © Analitika
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      Analitika è un centro di ricerca sociale senza scopo di lucro e non governativo, creato nel 2009 e con sede a Sarajevo. Forte di una quarantina di collaboratori interni ed esterni, Analitika si prefigge di migliorare i processi di politica pubblica realizzando ricerche pertinenti in ambito sociale.

      I settori di ricerca di Analitika includono l’autorità della legge, le riforme dell’amministrazione pubblica con un occhio di riguardo per l’autonomia governativa locale, i media e la comunicazione.

      © GIZ
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      Alexander Grunauer, capo del programma di sostegno ai Comuni della Serbia orientale, in seno alla GIZ
      Alexander Grunauer dispone di un master in amministrazione pubblica e si è perfezionato nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo. Ha iniziato la propria carriera all’interno della Fondazione Konrad Adenauer come associato in ricerca politica. Prima di occupare la sua posizione attuale, Alexander Grunauer dirigeva un programma volto a introdurre pratiche di buongoverno e gestito da un consorzio di consulenza svizzero rappresentato dalla DSC.

      © GIZ
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      La GIZ è la società statale tedesca per la cooperazione internazionale.

      © UNA Consulting
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      Aida Jusufhodžić, consulente UNA, Centro di documentazione e di consulenza nei settori acqua e ambiente, Bosnia e Erzegovina
      Aida Jusufhodžić è ingegnere civile di formazione. Dal maggio 2008 occupa il posto di consulente presso UNA. Coordina la pianificazione, la concezione e l’implementazione dei progetti di trattamento e di raccolta delle acque di scarico. Attualmente è responsabile dell’implementazione di uno dei principali progetti condotti da UNA a Bihać.

      © UNA Consulting
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      Il centro UNA Consulting è attivo da 15 anni nei settori acqua, ambiente e infrastrutture comunali. Il centro impiega circa 16 collaboratori ed è volto a migliorare la distribuzione dei servizi di consulenza negli ambiti dell’acqua e della protezione dell’ambiente.

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      Holger Tausch, diretore dell’Ufficio di cooperazione svizzero a Tirana
      Holger Tausch è nato nel 1965. Nel 1988 ha ottenuto una licenza in economia politica presso l’Università di Ginevra. Nel 1990 ha conseguito un diploma di master a Londra in economia dell’America latina. Dal 2012 è diretore della Cooperazione svizzera a Tirana.

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      Joseph Guntern, capo dell’Ufficio di cooperazione svizzero a Sarajevo
      Joseph Guntern, nato nel 1951, consegue un diploma in agronomia alla Scuola politecnica federale di Zurigo nel 1978, a cui si aggiunge la licenza di professore in ambito agronomico. Dal 2011 è direttore dell’Ufficio di cooperazione della DSC e della SECO a Sarajevo e, dal 2013, è anche direttore aggiunto di missione dell’Ambasciata di Svizzera a Sarajevo.

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      Katharina Häberli, responsabile del programma di governance per i Balcani occidentali, DSC
      Katharina Häberli ha conseguito un master in scienze ambientali nel 2004. Nel 2010 ha concluso un master in gestione e politica pubblica a Londra. Dal 2008 al 2012 è stata responsabile della qualità presso il Settore di direzione Cooperazione con l’Europa dell’Est.

      Dalla Svizzera

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      Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, direttrice della SECO
      Nata nel 1961, titolare di un master in amministrazione pubblica (MBA), di formazione Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch è avvocato. Ha occupato varie posizioni in Svizzera e all’estero, tra cui quello di assistente del direttore esecutivo svizzero della Banca mondiale a Washington DC dal 1992 al 1993 o quello di capo del settore OMC dal 1999 al 2007. Dall’aprile 2011 è Segretaria di Stato e direttrice della SECO. È anche a capo della Direzione economia esterna.

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      Ambasciatore Manuel Sager, direttore della DSC
      Nato nel 1955, Manuel Sager ha conseguito un dottorato in diritto e un «Master of Laws» negli Stati Uniti. Nel 1993 ha assunto la guida della sezione Diritto internazionale umanitario presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP) e in seguito ha occupato varie funzioni in Svizzera e negli Stati Uniti. Ha presieduto il Coordinamento diritto internazionale umanitario della DDIP prima di essere designato capo dell’informazione presso il Dipartimento federale dell’economia nel 2003. Nel 2005 è stato nominato ambasciatore e direttore esecutivo presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Manuel Sager è direttore della Direzione dello sviluppo e della cooperazione dal novembre 2014.

      © biel-bienne.ch
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      Erich Fehr, sindaco di Bienne
      Nato nel 1968, Erich Fehr è sindaco e consigliere municipale di Bienne dal 2011. Oltre a essere titolare di un diploma di economista aziendale, ha conseguito anche un master in amministrazione pubblica. Contemporaneamente, dal 2000 Erich Fehr è formatore in diritto fiscale presso la SUP di Berna. Dal 1999 al 2007 è stato membro della Commissione di gestione del Consiglio della città di Bienne, che ha presieduto dal 2003 al 2004. A titolo accessorio, dal 2009 al 2010 è stato membro del Consiglio municipale di Bienne

IL MEGLIO DEI PAESAGGI SVIZZERI

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Il circo roccioso del Creux du Van situato nel massiccio giurassiano del canton Neuchâtel. La parete rocciosa, formata dai ghiacciai, raggiunge in alcuni punti 200 metri di altezza.

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“Grosse Flue”, la più grande massa erratica dell’Altopiano svizzero. La roccia, che si trova nel villaggio solettese di Steinhof, ha un volume complessivo di 1200 m3.

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La parete rocciosa della Schrattenfluh che, da 2000 metri di altitudine, offre un panorama straordinario tra il canton Berna e il canton Lucerna. Questa formazione rocciosa è il risultato di processi d’erosione sviluppatisi per millenni, nel corso dei quali si sono prodotti profondi solchi nella vasta parete calcarea.

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L’Aletsch, situato nel canton Vallese, è il più grande ghiacciaio svizzero. La coltre di ghiaccio si allunga su 20 chilometri e raggiunge uno spessore di 900 metri in alcuni punti.

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Masse erratiche nei pressi del villaggio di Fällanden, nel canton Zurigo. Le rocce situate sul corso di un torrente formano un paesaggio particolarmente seducente.

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Tour de Mayen e Tour d’Aï: le due vette delle Alpi vodesi si stagliano su una formazione calcarea che raggiunge 2300 di altezza.

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Il Gruppo di Sciora, l’imponente massiccio granitico nella Valle Bregaglia, canton Grigioni.

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Ruinalta nelle gole del Reno: acqua, gelo e vento hanno lasciato nel corso di millenni tracce ben visibili in questo paesaggio del canton Grigioni.

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La Gummfluh, sul confine tra il canton Berna e il canton Vaud, formata principalmente da roccia calcarea.

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L’Illgraben nel canton Vallese, il più grande fossato scavato dal processo di erosione delle Alpi.

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Formazioni rocciose della regione della Greina nel canton Grigioni.

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Gole della Breggia della Valle di Muggio nel canton Ticino.

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Il ghiacciao Otemma nel canton Vallese raggiunge una lunghezza di 12 chilometri.

COOPERAZIONE SVIZZERA CON L’EUROPA DELL’EST. CONFERENZA ANNUALE 2015

 

I Balcani occidentali in mutamento:

Comuni forti per uno sviluppo sostenibile

Venerdì 29 maggio, 13.30 – 17.15

Biel/Bienne, Palazzo dei Congressi

I Paesi dei Balcani occidentali stanno ancora vivendo un periodo di transizione. Caratterizzati da strutture fortemente centralizzate sotto il regime comunista, oggi avanzano verso la democrazia e un’economia di mercato aperta. Sin dall’inizio degli anni ’90 la Svizzera li sostiene in questo processo. Quest’anno, la Conferenza annuale della cooperazione svizzera con l’Europa dell’Est, che si svolgerà a Bienne venerdì 29 maggio, metterà l’accento sulla decentralizzazione e sul consolidamento dei Comuni nei Paesi balcanici. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) lavorano soprattutto per incrementare la trasparenza e l’efficacia del buongoverno locale.

In Albania, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Macedonia e Serbia, le amministrazioni pubbliche svolgono un ruolo cruciale nell’istituzione di uno Stato moderno e democratico e di un’economia di mercato aperta. Forte della sua esperienza federalista, la Svizzera sostiene, in questi Paesi, vari progetti che promuovono la decentralizzazione, il buongoverno e la partecipazione politica di tutti i gruppi della popolazione. Nei Balcani occidentali, la Svizzera lavora anche per rafforzare la funzione democratica dei parlamenti locali, accompagnando un processo che deve consentire a questi Stati di avanzare verso l’integrazione nelle strutture europee.

Quest’anno, la Conferenza annuale della cooperazione svizzera con l’Europa dell’Est si concentrerà sui successi e sulle sfide da affrontare nei Balcani occidentali. Queste ultime sono numerose: come sviluppare nella regione forme di decentralizzazione adeguate a ogni singolo Paese? Come permettere un’interazione ottimale tra i Comuni, le regioni e lo Stato centrale?

Come incoraggiare la partecipazione politica di tutti i gruppi della popolazione e incrementare l’influenza della società civile? Come organizzare servizi comunali efficaci e affidabili?

Questi temi saranno trattati da ospiti provenienti da vari Paesi balcanici, che porteranno esempi concreti per illustrare il funzionamento dei servizi comunali in materia di sanità, energia, acqua e gestione dei rifiuti: Teuta Arifi, sindaca di Tetovo, in Macedonia, spiegherà come vede la decentralizzazione e si esprimerà sugli obiettivi che consente di raggiungere; la sindaca del comune kosovaro di Gjakova (Đakovica), Mimoza Kusari-Lila, invece, siederà a colloquio con il sindaco della città di Bienne Erich Fehr; saranno infine presentati al pubblico vari esempi di progetti condotti nel settore dei servizi nella regione. Il programma prevede anche una tavola rotonda incentrata sulle condizioni necessarie per migliorare le interazioni tra il potere centrale e i Comuni, soprattutto aumentando la trasparenza e la capacità di pianificare la spesa pubblica o incoraggiando la popolazione a partecipare attivamente e in modo efficace ai processi politici.

I rappresentanti dei media sono cordialmente invitati a prendere parte alla Conferenza annuale della cooperazione svizzera con l’Europa dell’Est. Sono pregati di iscriversi all’indirizzo indicato in basso entro le ore 12 di giovedì 28 maggio. Saremo lieti di organizzare, nel limite del possibile, interviste con alcuni esperti.

Programma

  • 13.30 Introduzione
    Inaugurazione della manifestazione da parte dell’ ambasciatore Manuel Sager, direttore della DSC
  • 14.00 Efficienza e qualità grazie a innovazione e senso di responsabilità
    Presentazione di vari esempi di progetti del settore dei servizi con Alexander Grunauer, Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit GIZ, Serbia, Aida Jusufhodžić, UNA Consulting, Bosnia e Erzegovina, Valbona Karakaçi, Helvetas Swiss Intercooperation, Albania, Nikola Tarbuk, associazione dei Comuni serbi, Iliyana Tsanova, Fondo per lo sviluppo di infrastrutture comunali MIDF e rappresentanti della DSC e della SECO
  • 15.40 Decentralizzazione: un fattore determinante per la democrazia nei Balcani occidentali?
    Discorso di Teuta Arifi, politica, sindaco di Tetovo, Macedonia
  • 16.00 Condizioni quadro per una periferia forte: la collaborazionetra Comuni e Governo centrale
    Dibattito con Lewis Hawke, segreteria per spese pubbliche e responsabilità finanziaria PEFA, Mirna Jusić, Centro per la ricerca sociale Analitika, Bosnia e Erzegovina, Mimoza Kusari-Lila, sindaco di Gjakova, Kosovo, Holger Tausch, Ambasciata di Svizzera in Albania
  • 16.45 Kosovo – Svizzera: incontro di due sindaci
    Ritratto di due Comuni e colloquio tra Mimoza Kusari-Lila, sindaco di Gjakova, Kosovo e Erich Fehr, sindaco di Biel/Bienne
  • 17.00 Conclusione della conferenza
    Sguardo retrospettivoe previsioni della segretaria di Stato Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, direttrice della SECO
  • 17.15 Aperitivo

 

Ritratto dei relatori

Di seguito l’elenco dei partecipanti che interverranno alla Conferenza annuale della cooperazione svizzera con l’Europa dell’Est 2015, prendendo parte a tavole rotonde o tenendo conferenze:

Dai Balcani occidentali

© BDI © BDITeuta Arifi, sindaco di Tetovo, Macedonia
Nata nel 1969, Teuta Arifi ha conseguito un master e un dottorato in filologia presso l’Università di Skopje. Dall’aprile 2013 Teuta Arifi è sindaco del Comune di Tetovo. È la prima donna albanese a essere stata eletta in Macedonia. Prima dell’elezione ha occupato il posto di vice primo ministro del Governo macedone, responsabile degli affari europei dal 2011 al 2013. È inoltre vice presidente dell’Unione democratica per l’integrazione.

© mimozakusari.com © mimozakusari.comMimoza Kusari-Lila, sindaco di Gjakova, Kosovo
Mimoza Kusari-Lila è nata nel 1975. Ha svolto i suoi studi presso l’Università di Pristina, dove ha ottenuto un diploma in sistemi di gestione e d’informazione. Ha in seguito conseguito un diploma di master in e-business negli Stati Uniti. Rientrata in Kosovo, ha lavorato per il primo ministro in qualità di portavoce e consulente politica. Dal 2011 al 2013 è stata vice primo ministro del Kosovo e ministro del commercio e dell’industria. Dal 2013 ha assunto la carica di sindaco di Gjakova, diventando così la prima donna sindaco in Kosovo.

© linkedinIliyana Tsanova, presidente del MIDF, Fondo di sviluppo delle infrastrutture comunali
Iliyana Tsanova è nata nel 1976. Ha ottenuto un master in finanza presso l’Università di economia nazionale e mondiale a Sofia e ha seguito un corso post-laurea in gestione finanziaria. Dal 2003 al 2014 ha lavorato presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.Il MIDF fornisce finanziamenti volti a rendere solvibili le municipalità, i servizi pubblici nonché le aziende del settore privato registrate e attive nei Balcani occidentali, con l’obiettivo di sviluppare nuove infrastrutture, ristrutturare e modernizzare quelle esistenti e migliorarne la gestione. Il MIDF collabora con le banche commerciali locali della regione.

© PEFA © PEFALewis Hawke, responsabile del Segretariato del PEFA
Lewis Hawke ha conseguito un diploma di master in commercio, contabilità e gestione presso l’Università nazionale di Australia nel 2007. Dal 2008 al 2013 ha occupato varie posizioni in seno alla Banca mondiale nei settori Asia centrale ed Europa. In tale contesto ha affiancato numerosi governi nel quadro di iniziative per migliorare la gestione delle finanze pubbliche. Ha collaborato con oltre 20 Paesi nel settore pubblico e nell’ambito dello sviluppo internazionale. Lewis Hawke è capo del Segretariato del PEFA (Public Expenditure and Financial Accountability) dal novembre 2014.

© PEFA © PEFAIl programma PEFA, lanciato nel 2001, è un partenariato tra sette agenzie donatrici e istituzioni finanziarie internazionali che mira a valutare le spese e la contabilità pubbliche dei Paesi, con lo scopo di organizzare riforme e rafforzare le capacità.

© linkedinNikola Tarbuk, segretario generale aggiunto della Conferenza permanente delle Città e dei Comuni della Serbia – Associazione delle Città e dei Comuni della Serbia (SCTM)
Nikola Tarbuk ha conseguito un master in relazioni internazionali nel 2002 presso l’Università di Belgrado. Nel 2006 è stato assunto come capo progetto in seno alla Conferenza. Nel 2008 è stato nominato segretario generale aggiunto.La SCTM è un’associazione che raggruppa Città e Comuni della Serbia. Creata nel 1953, si impegna a superare le differenze tra le autorità locali e centrali. Si dedica quindi allo sviluppo e al potenziamento delle capacità dei governi locali per fornire servizi ai cittadini.

© DLDP © DLDPValbona Karakaçi, capoprogetto, Helvetas Swiss Intercooperation
Valbona Karakaçi ha ottenuto un master in studi europei e conseguito un dottorato in studi culturali. Dal 2011 è a capo del programma di decentralizzazione e di sviluppo locale (DLDP) in Albania. Insegna comunicazione e relazioni pubbliche presso le Università di Shkodra e Tirana. Forte tra l’altro di oltre dieci anni di esperienza in materia di sviluppo e governance, è autrice e coautrice di numerose pubblicazioni sulla governance, come la gestione dei rifiuti o le pratiche d’informazione e di comunicazione dei governi locali.

Helvetas Swiss Intercooperation è un’organizzazione svizzera di cooperazione allo sviluppo. Nata nel 2011 dalla fusione di Helvetas e Intercooperation, l’organizzazione conta 1000 membri e volontari e 12 gruppi regionali di volontari. A questi vengono ad aggiungersi 1210 collaboratori locali e 67 internazionali in 33 Paesi in Africa, Asia, America del Sud ed Europa dell’Est. I suoi progetti vertono sui seguenti ambiti: acqua e infrastrutture, agricoltura e mercato, ambiente e clima, formazione, democrazia e pace.

© Analitika © AnalitikaMirna Jusić, ricercatrice presso il Centro di ricerca sociale Analitika, Bosnia e Erzegovina
Mirna Jusić è titolare di un master in politica pubblica dell’Università europea centrale di Budapest. Ha conseguito anche un secondo diploma di master in affari umanitari e gestione statale. Attualmente è dottoranda del programma politico pubblico e sociale a Praga. È inoltre autrice di numerose ricerche e articoli negli ambiti della governance, dei servizi pubblici, della democrazia locale o dell’impegno civile.

© Analitika © AnalitikaAnalitika è un centro di ricerca sociale senza scopo di lucro e non governativo, creato nel 2009 e con sede a Sarajevo. Forte di una quarantina di collaboratori interni ed esterni, Analitika si prefigge di migliorare i processi di politica pubblica realizzando ricerche pertinenti in ambito sociale.I settori di ricerca di Analitika includono l’autorità della legge, le riforme dell’amministrazione pubblica con un occhio di riguardo per l’autonomia governativa locale, i media e la comunicazione.

© GIZ © GIZAlexander Grunauer, capo del programma di sostegno ai Comuni della Serbia orientale, in seno alla GIZ
Alexander Grunauer dispone di un master in amministrazione pubblica e si è perfezionato nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo. Ha iniziato la propria carriera all’interno della Fondazione Konrad Adenauer come associato in ricerca politica. Prima di occupare la sua posizione attuale, Alexander Grunauer dirigeva un programma volto a introdurre pratiche di buongoverno e gestito da un consorzio di consulenza svizzero rappresentato dalla DSC.

© GIZ © GIZLa GIZ è la società statale tedesca per la cooperazione internazionale.

© UNA Consulting © UNA ConsultingAida Jusufhodžić, consulente UNA, Centro di documentazione e di consulenza nei settori acqua e ambiente, Bosnia e Erzegovina
Aida Jusufhodžić è ingegnere civile di formazione. Dal maggio 2008 occupa il posto di consulente presso UNA. Coordina la pianificazione, la concezione e l’implementazione dei progetti di trattamento e di raccolta delle acque di scarico. Attualmente è responsabile dell’implementazione di uno dei principali progetti condotti da UNA a Bihać.

© UNA Consulting © UNA ConsultingIl centro UNA Consulting è attivo da 15 anni nei settori acqua, ambiente e infrastrutture comunali. Il centro impiega circa 16 collaboratori ed è volto a migliorare la distribuzione dei servizi di consulenza negli ambiti dell’acqua e della protezione dell’ambiente.

© DSC © DSCHolger Tausch, diretore dell’Ufficio di cooperazione svizzero a Tirana
Holger Tausch è nato nel 1965. Nel 1988 ha ottenuto una licenza in economia politica presso l’Università di Ginevra. Nel 1990 ha conseguito un diploma di master a Londra in economia dell’America latina. Dal 2012 è diretore della Cooperazione svizzera a Tirana.

© Jungfrauzeitung © JungfrauzeitungJoseph Guntern, capo dell’Ufficio di cooperazione svizzero a Sarajevo
Joseph Guntern, nato nel 1951, consegue un diploma in agronomia alla Scuola politecnica federale di Zurigo nel 1978, a cui si aggiunge la licenza di professore in ambito agronomico. Dal 2011 è direttore dell’Ufficio di cooperazione della DSC e della SECO a Sarajevo e, dal 2013, è anche direttore aggiunto di missione dell’Ambasciata di Svizzera a Sarajevo.

© linkedinKatharina Häberli, responsabile del programma di governance per i Balcani occidentali, DSC
Katharina Häberli ha conseguito un master in scienze ambientali nel 2004. Nel 2010 ha concluso un master in gestione e politica pubblica a Londra. Dal 2008 al 2012 è stata responsabile della qualità presso il Settore di direzione Cooperazione con l’Europa dell’Est.

Dalla Svizzera

© SECO © SECOMarie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, direttrice della SECO
Nata nel 1961, titolare di un master in amministrazione pubblica (MBA), di formazione Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch è avvocato. Ha occupato varie posizioni in Svizzera e all’estero, tra cui quello di assistente del direttore esecutivo svizzero della Banca mondiale a Washington DC dal 1992 al 1993 o quello di capo del settore OMC dal 1999 al 2007. Dall’aprile 2011 è Segretaria di Stato e direttrice della SECO. È anche a capo della Direzione economia esterna.

© DSC © DSCAmbasciatore Manuel Sager, direttore della DSC
Nato nel 1955, Manuel Sager ha conseguito un dottorato in diritto e un «Master of Laws» negli Stati Uniti. Nel 1993 ha assunto la guida della sezione Diritto internazionale umanitario presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP) e in seguito ha occupato varie funzioni in Svizzera e negli Stati Uniti. Ha presieduto il Coordinamento diritto internazionale umanitario della DDIP prima di essere designato capo dell’informazione presso il Dipartimento federale dell’economia nel 2003. Nel 2005 è stato nominato ambasciatore e direttore esecutivo presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Manuel Sager è direttore della Direzione dello sviluppo e della cooperazione dal novembre 2014.

© biel-bienne.ch © biel-bienne.ch

Erich Fehr, sindaco di Bienne
Nato nel 1968, Erich Fehr è sindaco e consigliere municipale di Bienne dal 2011. Oltre a essere titolare di un diploma di economista aziendale, ha conseguito anche un master in amministrazione pubblica. Contemporaneamente, dal 2000 Erich Fehr è formatore in diritto fiscale presso la SUP di Berna. Dal 1999 al 2007 è stato membro della Commissione di gestione del Consiglio della città di Bienne, che ha presieduto dal 2003 al 2004. A titolo accessorio, dal 2009 al 2010 è stato membro del Consiglio municipale di Bienne.

STANDARD AND POOR’S CONFERMA TRIPLA A DELLA SVIZZERA

VOAL – LONDRA – Svizzera sempre ai livelli massimi in quanto ad affidabilità creditizia: Standard and Poor’s (S&P) conferma oggi il rating “AAA” – il migliore possibile – con prospettiva stabile (“A-1+”).

L’abbandono della soglia minima di cambio franco-euro alla metà di gennaio dovrebbe produrre un rallentamento della crescita nel 2015 e 2016, indica la società di valutazione in un comunicato odierno. Ma la decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) non ha portato pregiudizio alla qualità creditizia della Confederazione.

La prospettiva resta stabile perché l’economia elvetica è “prospera, competitiva e diversificata”. La Svizzera beneficia inoltre di un'”importante flessibilità monetaria”. sda/ats

TRAVAIL.SUISSE VUOLE UN KONGEDO DI PATERNITÀ 20 GIORNI

VOAL – Secondo Travail.Suisse un congedo paternità degno di questo nome è ancora un’eccezione in Svizzera. È tempo di adottare una nuova legislazione per restare al passo con i tempi, indica oggi il sindacato, che vorrebbe 20 giorni di pausa lavorativa per i nuovi papà.

Attualmente in Svizzera i neo papà ricevono dalla legge un congedo lavorativo pari a quello per un trasloco, cioè un giorno, criticano i rappresentanti di Travail.Suisse.

Il sindacato ha analizzato quest’anno 46 contratti collettivi di lavoro (CCL) a cui sono assoggettati circa 1,5 milioni di lavoratori nel settore privato. Il risultato, secondo Travail.Suisse, è deludente: oltre la metà dei dipendenti ha diritto solo a un giorno di congedo. La differenza maggiore è riscontrata tra piccole e grandi aziende.

Un congedo paternità pagato non deve però dipendere da dove uno lavora. “Proprio per questo ci battiamo da anni per un congedo pagato e flessibile di 20 giorni”, con un’occupazione all’80%, ha affermato Matthias Kuert Killer, responsabile della politica sociale presso il sindacato. La riduzione dell’occupazione del 20% durante 20 settimane potrebbe rappresentare l’inizio di un’attività lucrativa a tempo parziale per i papà.

Il congedo paternità sarebbe finanziato con i surplus dell’indennità per perdita di guadagno. Siccome il numero di giorni di servizio militare sta regredendo fortemente, i contributi per l’indennità per perdita di guadagno dovranno essere aumentati solo leggermente, secondo Travail.Suisse, che dal 2007 chiede un congedo paternità di quattro settimane.

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GIORNATE LETTERARIE DI SOLETTA, 15 MILA PRESENZE

VOAL – SOLETTA – Con un dialogo tra il consigliere federale Berset e lo scrittore Lukas Bärfuss si sono concluse oggi le Giornate letterarie di Soletta, giunte alla 37ma edizione. Tema scelta per quest’anno: i conflitti.

In totale ci sono state 15 mila presenze, con alcuni eventi che hanno visto il tutto esaurito.

Il tema scelto è stato sviscerato da varie angolazioni, ed ha avuto il momento più importante oggi: Berset e Bärfuss hanno messo in luce caratteristiche comuni e divergenze fra politica e letteratura. Berset è stato l’unico ministro della cultura in carica a partecipare alla rassegna, precisando di esprimersi a livello personale e non a nome del Consiglio federale.

In una sorta di duello tra il politico e lo scrittore, ha riassunto in poche parole ciò che la politica può imparare dalla letteratura: evitare tra le altre cose i cliché e la polemica.

A Soletta sono stati invitati anche ospiti di rilievo dall’estero, come l’autore curdo residente in Germania Sherko Fatah, l’autore francese di origine congolese Wilfried N’Sondé, la scrittrice sarda Michela Murgia e altri ancora.

Una dozzina di appuntamenti, dei tanti in programma, si sono svolti a sportelli chiusi, hanno reso noto gli organizzatori.

sda-ats